|
Togo un rettangolo lungo 600 Km e largo 150 affacciato sul golfo di Guinea, e stretto tra Ghana e Benin.I quasi 4 milioni di togolesi sono divisi in circa 40 etnie, sulle quali due sono predominanti : gli Ewè e i Kabiè, che di fatto costituiscono l’asse portante della vita del paese.
La storia rispecchia quella dei fratelli confinanti. Dopo aver vissuto, nei secoli bui del colonialismo Spagnolo e Portoghese, il tragico dissanguamento delle deportazioni verso le americhe, il Togo fu affidato dal congresso di Berlino (1885) alla Germania.
Ma tutto sommato i tedeschi hanno lasciato un buon ricordo di sé: gran parte delle attuali vie di comunicazione, infatti, è frutto dell’ingegno e della operosità teutonici.
E fa un certo effetto entrare nelle chiese togolesi e ascoltare frammischiati ai riti in lingua Ewè i corali di Bach.
La presenza germanica, comunque dura pochi anni. Durante la prima guerra mondiale truppe franco-britanniche occupano il territorio, che viene assegnato in gran parte alla Francia.
Nel 1960 il Togo come tanti stati Africani raggiunse l’indipendenza (costituendosi politicamente come repubblica presidenziale), anche se i trascorsi coloniali hanno lasciato un evidente segno soprattutto nella lingua, nella struttura amministrativa, nell’economia.
Quella togolese è una realtà povera, ma senza rasentare l’orrore della miseria di tanti altri stati Africani. Se come orgogliosamente ripetono in Togo, da anni non si registrano morti per fame, altri sono i problemi, anzi i drammi, che affliggono la popolazione. Quegli stessi problemi che ora hanno portato il Togo sull’orlo del collasso economico, politico sociale.
|